16.04.2020

Piccoli gesti di altruismo contro il corona virus

Realizza mascherine per donarle
Piccoli gesti di altruismo contro il corona virus

Stiamo vivendo questa difficile battaglia contro il coronavirus, una vicenda che ci tocca tutti lontani e vicini, grandi e piccoli, anziani e neonati, che nessuno mai avrebbe pensato.Un evento che ha portato la paura, l’ansia di abbracciarsi, di stare vicini, la morte e la cosa più straziante il morire in solitudine. Oggi siamo tutti a voler una cosa sola, che passi il prima possibile. 

I più fortunati sono a casa a sentire ogni giorno il bollettino dei contagi, delle persone in terapia intensiva, o peggio ancora delle persone che ci hanno lasciato, madri, padri ,sorelle, fratelli, zii, cugini, amici, conoscenti. 

In questi mesi, di fronte a questa tragedia, della quale non conosciamo il volto, e a tanta sofferenza, ci sono state persone che hanno fatto e che fanno la differenza, con il loro altruismo, con la loro generosità e con la loro disponibilità.

Un grandissimo valore di umanità che forse avevamo scordato, presi dalla frenesia della vita che rincorrevamo.

Avevamo forse dimenticato che il vero e giusto valore nella vita è fare del bene ed aiutare gli altri. 

Piccoli gesti che riempiono il cuore e che non ci fanno sentire soli, che ci fanno capire che l’amore e la solidarietà in momenti difficili ci fa sentire uniti nel combattere le emergenze .

Valeria  nel suo piccolo ha voluto dare il suo contributo fatto con entusiasmo e passione, un gesto di grande valore fatto di umanità e di altruismo.

L’ altruismo di chi ha pensato bene di tramutare la chiusura obbligata della propria attività in qualcosa di utile contro un emergenza reale, realizzando artigianalmente mascherine protettive. 

Valeria Favaro è la proprietaria di un atelier di abiti da sposa e sposo a Noventa Padovana nota cittadina tra Padova e Venezia, con annesso  laboratorio di sartoria per realizzare capi sui misura,  un abile sarta da oltre 30 anni. 

Valeria parlando con la sua dottoressa di base essendo una sua cara amica, le ha confidato il fatto che esisteva un emergenza nell’emergenza. Cioè il riuscire a trovare mascherine per le persone più bisognose come i suoi pazienti oncologici ed i pazienti anziani bisognosi di dover raggiungere l’ospedale, ma privi di mascherine, terrorizzati quindi dal varcare l’uscio di casa.

Fin da subito ha pensato come potersi rendere utile di fronte ad un problema tanto grave che ha destabilizzato tutti.

Valutando che una semplice mascherina avrebbe fatto la differenza, si è adoperata per informarsi su come poterle realizzare, chiedendo a chi più esperto del settore, gli fornisse le notizie su quale tessuto avrebbe risposto meglio all’uso.

Trovate le risposte, il materiale e il modo per crearle, ha inizialmente realizzato dei campioni con i quali ha subito girato dei video tutorial.

Fornendo così la possibilità, a chi come lei, avesse una sartoria o una semplice macchina da cucire, da nord a sud dell’Italia, di realizzare mascherine protettive per se, per i propri parenti o amici, spiegando per filo e per segno tutti i passaggi da eseguire fino alla creazione completa.

Ha realizzato le prime 100 mascherine donandole ai pazienti della dottoressa di base, sparsa la voce ha continuato a 100 pezzi alla volta a regalarle a varie realtà della zona, a persone anziane, a case di riposo, a reparti ospedalieri della provincia di Padova e di Venezia, ad una comunità di suore.

Ha iniziato così a ricevere varie richieste alle quali era difficile far fronte.

All’inizio era da sola e pur lavorando dall’alba fino a tarda sera si è resa conto che non sarebbe riuscita a soddisfare tutte le domande, quindi ha chiesto a qualche amica fino a trovare un piccolo gruppo di volontarie. Così unendo le forze hanno realizzato e distribuito più di 4000 mascherine. 

Una piccola goccia in un grande mare può fare la differenza in casi come questi, dove un dispositivo così semplice può salvarti la vita.

Sebbene non siano sanitarie né certificate restano pur sempre degli ottimi deterrenti realizzate con 4 strati di tessuto lavabile, sono state tutte donate senza nulla in cambio se non, qualcuno che ha desiderato riconoscere piccoli simboli per poter riacquistare ulteriore materia prima e questo ha consentito di realizzarne altre. 

Valeria ricorda che non sono presidi medici e tanto meno mascherine certificate, ma di certo offrono una protezione che farà parte del nostro quotidiano da qui in poi per un bel pò di tempo

😷🇮🇹Uniti ce la faremo🇮🇹 😷

 

 

Gazzettino di Padova del 16/04/2020

Le nostre mascherine

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